Quando si parla di Gambellara, si rischia di liquidarla come “un altro paese del vino” nel cuore del Veneto. Ma chi conosce davvero questo territorio sa che qui la parola “vino” ha un significato diverso. Più profondo. Più radicato. Qui la vite non è solo coltivata. È parte del paesaggio, della cultura e della memoria collettiva.

Gambellara si estende su dolci colline che poggiano su un’antica dorsale vulcanica. I suoli neri, ricchi di basalto, raccontano la storia geologica di un territorio forgiato dal fuoco e dal tempo. Questa composizione unica del terreno non è solo una curiosità naturale. È ciò che dà al vino il suo carattere inconfondibile: sapido, minerale, vibrante.
Il vitigno simbolo di Gambellara è la Garganega. Un’uva che sa adattarsi, ma che qui trova il suo equilibrio perfetto. Dalla Garganega nascono il Gambellara Classico DOC e il Recioto di Gambellara DOCG, quest’ultimo un passito raro, prodotto con uve lasciate appassire nei fruttai fino a gennaio. Un vino che non si beve per dissetarsi, ma per riflettere. Per ascoltare.
Passeggiando tra le vigne, si nota come la viticoltura sia ancora in gran parte manuale. I muretti a secco, i filari disposti a pergola veronese, le piccole aziende a conduzione familiare: ogni dettaglio parla di un’agricoltura che ha scelto la qualità, non la quantità.

E poi c’è l’identità culturale. Gambellara è un paese che vive il vino anche come festa. A settembre, la “Festa dell’Uva e del Recioto” non è solo un evento turistico. È un momento in cui la comunità si ritrova e si riconosce. Dove si condividono storie, bicchieri, ricette. Dove il passato agricolo si intreccia con il presente produttivo.
Non mancano i segni della storia. Dalla Chiesa di San Marco, con le sue radici medievali, alle ville rurali che punteggiano la campagna, il paesaggio racconta un equilibrio antico tra uomo e natura. In alcuni casi, si sta recuperando anche una sensibilità ecologica: sempre più produttori scelgono l’agricoltura biologica o biodinamica. Non per moda, ma per convinzione.
Visitare Gambellara significa uscire dai percorsi scontati del turismo del vino. Non troverai resort o cantine monumentali. Troverai vignaioli con le mani sporche di terra, bicchieri semplici e pieni di carattere, prodotti che parlano di stagioni e di fatica. E se hai tempo, fermati a tavola. Prova un piatto di pasta fatta in casa con il Brasadelo, dolce locale che si abbina alla perfezione con il Recioto. Capirai che qui il vino è solo l’inizio.
Gambellara è un territorio piccolo, ma sa parlare forte. Non cerca di piacere a tutti. Cerca solo di essere se stesso. E in questo, riesce benissimo.

